M-Review: The Avengers

Io odio Joss Whedon. Se fossi stato un dirigente televisivo, probabilmente non avrei trasmesso nessuna delle sue serie TV. Lo ammetto, non c’è niente di razionale in questa mia opinione, è una cosa viscerale, a cui non so dare spiegazioni. Non posso fornire giudizi sul suo operato da sceneggiatore fumettistico, visto che non leggo fumetti, ma non ho assolutamente una buona considerazione del Whedon sceneggiatore cinematografico. Devo però dargli atto, nonostante l’odio, che Serenity, spin-off per il grande schermo di una delle sue serie, Firefly, era un film di fantascienza davvero ben fatto, che avrebbe meritato molto più successo di quanto ha effettivamente avuto. Inutile dire che quando ho saputo che sarebbe stato lui a dirigere e scrivere The Avengers, un brivido di terrore ha percorso la mia spina dorsale, pur avendo gradito la sua precedente prova dietro la macchina da presa.

Due anni dopo, devo dire che il risultato è andato oltre le mie aspettative. Già i trailer mostravano che c’era del potenziale e la visione del film ha confermato le mie sensazioni. The Avengers è la giusta conclusione al percorso intrapreso dai Marvel Studios a partire dal primo Iron Man, soddisfacente sia per chi si è visto tutti i cine-comic degli ultimi anni che per chi è semplicemente alla ricerca di una serata all’insegna del divertimento. Robert Downey, Jr., Chris Hemsworth e Samuel L. Jackson non fanno altro che ripetere la loro prestazione dei film precedenti, con un Tony Stark in formissima a cui Whedon ha assegnato le battute migliori (non ce n’è una fuori posto, sappiatelo), gli altri membri del cast riescono a risultare più convincenti che in passato: Chris Evans pare molto più in parte rispetto a un annetto fa, mentre Scarlett Johansson oltre a suscitare pensieri indicibili, vestita con quella tutina aderente, è decisamente più efficace di quanto non fosse in Iron Man 2. Anche Jeremy Renner, attore che solitamente trovo piuttosto anonimo, riesce a conferire al suo Hawkeye un carattere decisamente inatteso.

La vera sorpresa, però, è Hulk. Al terzo re-casting dopo le discutibili prove di Eric Bana (dite quel che volete, ma per me il film di Ang Lee è uno dei migliori prodotti di sempre tratti da un fumetto) ed Edward Norton, questa volta la scelta dell’attore è stata praticamente perfetta. Il Bruce Banner di Mark Ruffalo è un genio timido, riservato e tormentato, che sembra quasi scritto apposta per l’attore americano. L’Hulk che ne viene fuori, sia per merito degli effetti speciali che della sceneggiatura, è una creatura molto più reale del solito e, soprattutto, è la figura che i fan del personaggio hanno sempre voluto vedere sul grande schermo, oltre a essere protagonista di un paio di momenti davvero esilaranti. Tom Hiddleston è sempre alquanto bravo nei panni di Loki, ma rispetto alla sua precedente apparizione, molto shakespeariana, nel Thor di Branagh, questa volta è diventato un villain quasi cartoonesco, scelta che pare piuttosto avventata inizialmente, ma che nell’economia della pellicola si rivela tremendamente azzeccata.

Il film è molto divertente, ma ha un calo di ritmo davvero devastante nella parte centrale, da cui potevano essere benissimo tagliati almeno 10/15 minuti. Tutta la parte iniziale funziona bene e la battaglia finale tra buoni e cattivi a New York è una delle cose più epiche che si siano viste sul grande schermo da qualche anno a questa parte. Quello che mi tocca ammettere alla fine è che Joss Whedon, per via del suo “secondo lavoro” come autore di fumetti è probabilmente la scelta migliore che Marvel potesse fare per questo film. La sceneggiatura è brillante e ricca di battute memorabili e la regia, che non risulta mai caotica, segue bene storia e personaggi. Se non fosse per la discutibile parte centrale, The Avengers sarebbe il miglior cine-comic mai realizzato. Così risulta soltanto una pellicola molto divertente, che difficilmente deluderà sia gli appassionati di fumetti che gli spettatori più casuali (hai detto cotica). Si merita tutto il successo che sta avendo, c’è poco da dire.

One comment

  1. […] per il regista/sceneggiatore americano, amato e osannato dai nerd e dai geek di tutto il mondo. Se The Avengers è riuscito a far vacillare le mie certezze, mi tocca dire che grazie a Quella Casa Nel Bosco la […]

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