M-Review: Dark Shadows

Se c’è un regista che, quando realizza un adattamento, tende a prendersi notevoli licenze rispetto al materiale di partenza, quello è sicuramente Tim Burton. I due Batman da lui diretti c’entrano davvero poco con il fumetto, ma nonostante quello funzionano perfettamente. Certo, non si può dire lo stesso né di Alice (che resta comunque il suo film che ha incassato di più) né del Pianeta delle Scimmie, ma si tratta semplicemente di episodi alquanto infelici in una carriera che pochi possono vantare. Dark Shadows è l’adattamento cinematografico, in chiave black comedy, di una “soap gotica” andata in onda sulla ABC a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 in cui spadroneggiavano vampiri, fantasmi, streghe, lupi mannari e altre creature. E il protagonista di questa storia, che comincia alla fine del 1700, Barnabas Collins, è proprio un vampiro, reso tale dalla maledizione lanciatagli da Angelique Bouchard, strega innamorata di lui, ma non ricambiata. Dopo aver passato due secoli in una bara sotto terra, Barnabas si risveglia, in un mondo completamente diverso da quello che aveva lasciato, in cui troverà i suoi discendenti, ma anche la sua arcinemica.

Sontuoso, come consuetudine per Burton, dal punto di vista delle scenografie, dei costumi e degli effetti speciali, Dark Shadows è però un film che non lascia davvero niente al termine della visione. Certo, lo stile del regista è evidente in ogni inquadratura, il ritmo è sempre piuttosto alto, la sceneggiatura tutto sommato non è male, si ridacchia il giusto e non ci si annoia mai. Però Depp è sempre la fotocopia di sé stesso negli ultimi 5/10 anni, le gag più divertenti sono state completamente bruciate dai trailer e si prova un senso di spaesamento perenne, soprattutto nel finale. Tra gli attori, menzioni d’onore alla sempre ottima Michelle Pfeiffer, ad una Eva Green affascinante e maliarda come non mai nel ruolo della cattiva (considero l’attrice francese una delle donne più belle del mondo) e alla giovane e promettente Chloé Grace Moretz, a cui l’acronimo CBCR calza a pennello come non mai in questo caso. Dark Shadows non lascia con l’amaro in bocca, ma non lascia nemmeno soddisfatti. Siamo anni luce avanti rispetto agli orrori citati inizialmente, ma il Burton degli anni ’90 pare soltanto un vago ricordo. :(

One comment

  1. […] quello tra Tim Burton e Seth Grahame-Smith. In cambio dell’aiuto nella sceneggiatura di Dark Shadows, il primo ha deciso di produrre l’adattamento di uno dei libri dell’autore di Orgoglio […]

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