Archive for May 30, 2012

M-Review: Dark Shadows

Se c’è un regista che, quando realizza un adattamento, tende a prendersi notevoli licenze rispetto al materiale di partenza, quello è sicuramente Tim Burton. I due Batman da lui diretti c’entrano davvero poco con il fumetto, ma nonostante quello funzionano perfettamente. Certo, non si può dire lo stesso né di Alice (che resta comunque il suo film che ha incassato di più) né del Pianeta delle Scimmie, ma si tratta semplicemente di episodi alquanto infelici in una carriera che pochi possono vantare. Dark Shadows è l’adattamento cinematografico, in chiave black comedy, di una “soap gotica” andata in onda sulla ABC a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 in cui spadroneggiavano vampiri, fantasmi, streghe, lupi mannari e altre creature. E il protagonista di questa storia, che comincia alla fine del 1700, Barnabas Collins, è proprio un vampiro, reso tale dalla maledizione lanciatagli da Angelique Bouchard, strega innamorata di lui, ma non ricambiata. Dopo aver passato due secoli in una bara sotto terra, Barnabas si risveglia, in un mondo completamente diverso da quello che aveva lasciato, in cui troverà i suoi discendenti, ma anche la sua arcinemica.

Sontuoso, come consuetudine per Burton, dal punto di vista delle scenografie, dei costumi e degli effetti speciali, Dark Shadows è però un film che non lascia davvero niente al termine della visione. Certo, lo stile del regista è evidente in ogni inquadratura, il ritmo è sempre piuttosto alto, la sceneggiatura tutto sommato non è male, si ridacchia il giusto e non ci si annoia mai. Però Depp è sempre la fotocopia di sé stesso negli ultimi 5/10 anni, le gag più divertenti sono state completamente bruciate dai trailer e si prova un senso di spaesamento perenne, soprattutto nel finale. Tra gli attori, menzioni d’onore alla sempre ottima Michelle Pfeiffer, ad una Eva Green affascinante e maliarda come non mai nel ruolo della cattiva (considero l’attrice francese una delle donne più belle del mondo) e alla giovane e promettente Chloé Grace Moretz, a cui l’acronimo CBCR calza a pennello come non mai in questo caso. Dark Shadows non lascia con l’amaro in bocca, ma non lascia nemmeno soddisfatti. Siamo anni luce avanti rispetto agli orrori citati inizialmente, ma il Burton degli anni ’90 pare soltanto un vago ricordo. :(

Replay: Back from the Past #8: GameCamp 2010 – Colorous di AVOC Software e Forge 11: lo sviluppo indipendente in Italia

Vi ho parlato un paio di settimane fa di Colorous, titolo iOS/Facebook da me ideato e della sua storia molto travagliata. Nel 2010 fui chiamato a parlare della mia esperienza alla BlogFest di Riva del Garda, nel corso della prima edizione del GameCamp, organizzato dagli amici di Urustar. Il talk verteva su Forge 11, piccola società poi acquisita da Reply in cui ho militato per qualche mese in quell’anno (esperienza che mi è servita per fare il salto di qualità in Milestone), sugli indie italiani e sullo sviluppo del “mio” gioco. Dura circa mezz’ora e, IMHO, è molto interessante. Buona visione. :)

Oggi Cucino Io! #4: Torta al Cioccolato e Nocciole

Chi mi conosce, sarà rimasto sorpreso leggendo il titolo di questo post. Eh sì, sono uno dei pochi al mondo a cui non piace il cioccolato, ma nemmeno le nocciole, a essere sinceri, ma quando si cucina bisogna soddisfare soprattutto i gusti altrui, non i propri (però, state tranquilli, non mi vedrete MAI cucinare sushi, o SuShit, come amo definirlo). Ho quindi deciso di provare a fare una semplice torta al cioccolato e nocciole che ho spesso visto preparare da mia madre. Gli ingredienti sono:

  • 220 g di zucchero
  • 180 g di cioccolato fondente al 50% di cacao
  • 240 g di nocciole
  • 6 uova
  • 1 pizzico di sale

Dopo aver acceso il forno a 180 °C, mettete nel tritatutto i 240 grammi di nocciole, metà dello zucchero e il cioccolato fondente, che avrete già provveduto a tagliare a piccoli pezzi. Maggiore è la purezza del cioccolato, più zucchero dovrete mettere. In questo caso, il cioccolato era 72% di cacao, cosa che ha richiesto l’uso di 230 grammi di zucchero (non molto di più, quindi, ma tenetene conto). Tritate gli ingredienti finché non saranno sminuzzati a dovere.

(Nota bene: le nocciole possono essere sostituite da qualsiasi altro tipo di frutta secca, sta a voi decidere quella che vi piace di più).

Sbattete quindi le sei uova e separate gli albumi dai tuorli. Fate molta attenzione: basta disperdere qualche goccia di tuorlo negli albumi per avere problemi a montarli, quindi attenti a quel che fate.

Mettete il composto tritato di cioccolato, nocciole e zucchero in una terrina e aggiungeteci i tuorli d’uovo, poi mescolate finché l’uovo non si sarà amalgamato con tutto il resto.

Nel frattempo, montate a neve l’albume, con la planetaria, un frullino o quello che avete a portata di mano. Dopo averlo fatto schiumare, aggiungete lo zucchero e procedete finché non sarà completamente montato.

Dopo averlo montato, versate parte dell’albume nel composto e cominciate a mescolare. Quando si sarà amalgamato, versatene un altro po’ e procedete come prima, finché non avrete esaurito l’albume. Attenzione, perché questa operazione va svolta delicatamente, ma in modo deciso e rapido, per evitare che l’albume si smonti.

Versate il composto risultante all’interno di uno stampo e infornate a 180 °C per 15 minuti, poi a 160 °C per 25 minuti.

Terminata la cottura, tirate fuori la torta dal forno e lasciatela raffreddare. Se volete, potrete guarnirla con panna, crema o qualsiasi altra cosa sia di vostro gradimento.

Buon appetito! :)

M-Review: American Pie: Ancora Insieme

American Pie è senza dubbio una delle più longeve e numerose serie del cinema contemporaneo. Una trilogia per il grande schermo, poi una pletora di episodi DTV (ne ho perso il conto) e infine, seguendo la moda della nostalgia che ha pervaso da qualche anno, per mancanza di idee, tutto l’entertainment attuale, un nuovo capitolo che rappresenta un vero e proprio ritorno alle origini. L’evento che rimette insieme tutti i protagonisti del primo film, 13 anni dopo, è la classica riunione scolastica. Jim e gli altri si ritrovano infatti nella loro amata East Great Falls per un weekend all’insegna dei ricordi: tutti sono cresciuti, qualcuno è cambiato molto, qualcun altro è sempre lo stesso.

Sono andato a vedere questo American Pie: Ancora Insieme decisamente prevenuto, bollandolo anticipatamente come trashata. Mi sono dovuto ricredere, perché il film scritto e diretto a quattro mani da Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg (registi e sceneggiatori dei vari Harold & Kumar, surreali e intelligenti come poche altre pellicole del genere) è una commedia che avrebbe reso fiero John Hughes. I 113 minuti scorrono piacevolmente tra una risata e l’altra, le volgarità escono quasi tutte dalla bocca, e non solo, di Stifler (ho detto che qualcuno non era cambiato, no?), molte scelte di sceneggiatura non deludono e si finisce anche per rifarsi gli occhi spesso e volentieri (il topless della 23enne Ali Cobrin vi lascerà senza fiato, credetemi). Un film divertente e che supera ampiamente la sufficienza, ottimo per una serata primaverile/estiva senza troppi pensieri. Non so perché, ma sento che i ragazzi di East Great Falls torneranno al cinema da qui a due/tre anni. Chiamatelo sesto senso…

Replay: Back from the Past #7: Masters of Doom – La Postfazione

Tra le tante cose che ho fatto nei miei 31 anni di vita c’è anche una lunga attività da traduttore. Non è mai stato il mio lavoro principale, ha sempre accompagnato altri momenti (come lo studio) o altre attività lavorative, però va detto che mi ha consentito di guadagnare bene, motivo per cui ogni tanto, anche adesso, se mi chiedono di tradurre cose, non dico di no. :)

Se c’è un lavoro di cui vado fiero è la traduzione italiana di Masters of Doom, libro sulla storia di John Carmack e John Romero, le due grandi menti dietro alla mitica id Software, scritto da David Kushner, uscito negli USA a fine 2003 e da noi soltanto due anni dopo, nell’Ottobre del 2005. Ne vado fiero perché rappresentava il primo esempio di “narrativa videoludica” a essere tradotto in Italia, perché è un lavoro che ho fatto in un periodo molto importante della mia vita (laurea, Passaparola, guida strategica di FIFA ’06… di questa vi parlerò più avanti), ma anche perché spesso ricevo complimenti dai lettori del libro per l’ottima traduzione, cose che fanno sempre molto piacere.

In questi giorni esce l’edizione italiana di Jacked: The Outlaw Story of Grand Theft Auto, nuovo libro di Kushner, che ho già avuto modo di leggere in versione originale, dedicato alla storia di Rockstar Games e di GTA, raccontata con lo stesso stile a metà tra inchiesta e narrativa già usato in Masters of Doom. Quale migliore occasione, quindi, per proporvi l’unico elemento che differenziava la versione italiana di Masters of Doom da quella originale?

Si dà il caso che, essendo usciti due anni dopo, il sottoscritto abbia chiesto all’autore di poter scrivere una postfazione aggiuntiva in cui si narrasse ciò che era accaduto nei 24 mesi successivi all’uscita del libro. Kushner accettò, io scrissi una postfazione in inglese che lui stesso approvò. Dopo l’approvazione, tradussi il pezzo in italiano e lo misi in coda al resto. Qui vi beccate la versione originale della postfazione, quella ricevuta e approvata dal buon David Kushner. Per un po’ si parlò di inserirla anche in una delle varie riedizioni americane di Masters of Doom, ma non se ne fece nulla. Addio sogni di gloria internazionali. :)

Oggi Cucino Io! #3: Maccheroni al Ferro con Asparagi e Guanciale

A quanto pare, ci ho preso gusto. :) Oggi vi propongo un primo molto veloce e semplice, ma alquanto gustoso: si tratta dei Maccheroni al Ferro con Asparagi e Guanciale. Ma cosa sono i Maccheroni al Ferro? Beh, guardatevi questo video e lo capirete (era una prova, una ripresa in presa diretta da iPhone messo a bordo tagliere, non aveva pretese di qualità :) ).

Si tratta di una pasta fresca, non proprio facilissima da fare, ma che porta però molte soddisfazioni una volta giunta nel piatto, pronta da mangiare. Per questa ricetta vi servono (le dosi sono per tre persone):

  • 350 g di maccheroni al ferro
  • 4 fette di guanciale tagliato abbastanza spesso
  • 7/8 asparagi già scottati
  • Cipollino, olio, vino bianco e sale

Si comincia con il taglio delle fette di guanciale. Se ne avete uno intero in casa (qui si usa avere i salumi interi, sono anni che non si compra nulla al supermercato), ottenete le quattro fette, che dovrete poi tagliare a striscioline sottili.

Mettetele quindi in padella e tenete il fuoco acceso, sfumando con un po’ di vino bianco, finché le strisce non sono diventate croccanti. Il grasso dovrà diventare trasparente, mentre la parte rossa dovrà imbrunire.

Prendete gli asparagi (che avrete già fatto scottare in precedenza), separate le punte ed effettuate un taglio a becco di flauto. Io preferisco tagliarli sottili, in modo che si attacchino maggiormente alla pasta, ma non c’è nessun problema se vorrete tagliarli più spessi.

Tritate un po’ di cipollotto, fate scaldare un’altra padella (non deve essere la stessa del guanciale) con un po’ d’acqua o di brodo vegetale, quindi una volta scaldata, buttate il cipollotto e, in seguito, gli asparagi. Salate quanto basta, fateli saltare un po’, ma non cuoceteli molto, per 2/3 minuti al massimo, visto che sono già stati scottati.

Buttate quindi la pasta e fatela cuocere.

Nel frattempo, poco prima di scolarla, accendete nuovamente il fuoco (basso) sotto la padella con gli asparagi. Scolate la pasta, mettetela in questa padella e cominciate a saltarla. Poi aggiungete il guanciale e continuate a saltarla, condendola con olio extravergine.

A questo punto, servite e mangiate. Il pranzo è servito! :)

Oggi, crepi l’avarizia, vi consiglio pure un vino da accompagnare a questo primo piatto. La mia scelta è ricaduta su una Bonarda dell’Oltrepò Pavese. Certo, è un vino rosso, ma essendo frizzante e leggero si adatta perfettamente anche ai primi piatti. Provare per credere! :)

Buon appetito! :)

Trailer: The Dark Knight Rises (sì, di nuovo)

L’Estate 2012 si preannuncia ricca di film entusiasmanti. Dopo essere stati convinti da The Avengers, ci attendono mesi in cui rischieremo piuttosto raramente di essere delusi. Certo, per Prometheus ci toccherà aspettare l’inverosimile (mando una quantità variabile di accidenti ogni giorno alla sede italiana di 20th Century Fox per questi tre mesi di ritardo), ma per gli altri si passa dall’uscita in contemporanea mondiale a qualche settimana di differenza. Il 29 Agosto è la data d’uscita italiana di The Dark Knight Rises, 40 giorni circa dopo quella USA. Il secondo episodio della trilogia diretta da Christopher Nolan era uscito da noi in piena estate, ma per non si sa quale motivo Warner ha deciso che per questo film di chiusura era il caso di attendere il ritorno dalle ferie di quei pochi italiani che quest’anno ci andranno (sob).

Questo terzo trailer, col suo crescendo operaico quasi solenne, si contrappone alle due ore di pura azione che ci siamo goduti guardando The Avengers. Inutile dire che l’hype sale alle stelle, visto che la recitazione sembra ai massimi livelli, la regia di Nolan, con i suoi dolly ariosi e le sequenze stradali girate con la solita perizia, pare ancora di altissima qualità e anche trama e sceneggiatura non sembrano da meno. Personalmente, nonostante gran parte della rete sembri pensare il contrario, sono convinto che Anne Hathaway possa essere una buona Selina Kyle/Catwoman, come resto convinto che le sequenze che vediamo nel trailer non rivelino tutto quel che c’è da rivelare sul suo personaggio. Chiudo dicendo che non vedo l’ora che esca e che spero in qualche anteprima estiva per non dover aspettare il 29 Agosto per sedermi al cinema e godermelo. :)

Replay: Back from the Past #6: Colorous: A Color Odyssey/Colorous: A Bigger Color Odyssey

Come passa in fretta il tempo! Sono passati quasi quattro anni dalla nascita dell’AppStore e all’incirca tre anni e mezzo da quando il sottoscritto, ispirato dagli straordinari risultati ottenuti da alcuni titoli iOS decise di buttarsi, assieme a un socio, nel mondo del gamedev. Una cosa non facile di suo, ancora più complicata se si considera che veniva svolta nel tempo libero, visto che il sottoscritto, dal 2008 a metà 2010, ha lavorato come consulente informatico. Prima Pigeon Poo, un piccolo arcade il cui risultato finale non fu certo entusiasmante, ma che ci divertimmo un sacco a realizzare e poi il progetto di cui vado più fiero, che è stato quello che poi mi ha permesso di finire a lavorare nella game industry.

Colorous è stato un progetto difficilissimo, realizzato in parallelo all’inizio per due piattaforme diverse, iPhone/iPod Touch e Facebook/Flash, a cui poi si è aggiunta, nelle fasi finali della lavorazione, anche la versione iPad. Certo, la codebase iOS era comune, ma ci fu la necessità di riprogettare la UI e, soprattutto, quella di trovare un altro gruppo di programmatori che riuscisse a realizzare le modifiche in tempo utile per l’uscita al day one americano del primo iPad. Un progetto avviato nell’Agosto 2009 e terminato tra Febbraio e Marzo del 2010, che però ha visto concentrarsi la maggior parte della lavorazione tra la fine del 2009 e la release effettiva.

Va poi detto che il gioco ha avuto una vita molto travagliata su AppStore. Rilasciato inizialmente a Febbraio 2010, il gioco è stato rimosso nel Luglio successivo, una volta firmato il contratto di publishing con la defunta Forge 11, per poi essere rimesso su a Settembre e rimosso nuovamente nella primavera 2011, dopo l’acquisizione di Forge da parte di Reply e tutta una serie di casini burocratici che lo hanno portato per un po’ fuori da AppStore. Nel frattempo, Forge Reply ha realizzato una versione Symbian (che non sono ancora riuscito a vedere, fate voi) e ormai sono mesi che le trattative tra me e FR vanno avanti per cercare di riportare il gioco dove è giusto che stia. Nel frattempo, io ho rimesso online le prime versioni (e qui lo trovate in versione Flash). Inutile dire che tra i miei obiettivi futuri c’è anche quello di realizzare un sequel o, comunque, una nuova versione priva dei numerosi problemi presenti nell’originale (non si nasce imparati, dovreste saperlo, ma il risultato finale è comunque stato molto apprezzabile). Colorous è uno di quei progetti che definisco “il mio bambino”, per la cura e l’impegno che ci ho messo. Ed è anche uno di quelli che prima o poi farò resuscitare come si deve, parola di lupetto. :)

Come contenuto bonus, vi beccate anche lo spot che io (dietro la videocamera) e il socio (davanti) provammo a girare in una piovosa domenica pomeriggio, mentre stavamo effettuando gli ultimi ritocchi al design. Io dico che come prima regia poteva andar peggio. :)

Oggi Cucino Io! #2: Frollini con Farina Gialla

I tentativi di videoricette, purtroppo, si fermano per un po’. Realizzare un filmato di qualità senza collaborazione altrui è praticamente impossibile: il video delle olive era riuscito perché mio fratello era in casa quel pomeriggio e, quindi, ha collaborato alla realizzazione. Ho provato, da solo, a riprendermi mentre preparavo un certo tipo di frollini, ma non ero assolutamente soddisfatto del risultato. Per non lasciarvi senza ricette, visto che abbiamo appena cominciato e non ho alcuna intenzione, almeno per un po’, di sospendere questa serie di post, ho deciso di proporvi la fotoricetta di un altro tipo di biscotti che ho provato a fare qualche tempo fa. E’ una ricetta piuttosto facile, tanto che mi è riuscita perfettamente pur avendo cominciato da poco a cucinare come si deve.

Per questi Frollini con Farina Gialla, vi servono:

  • 250 g di farina 00
  • 120 g di farina fioretto (gialla fine)
  • 230 g di burro
  • 140 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 1 limone
  • 1 pizzico di sale

Mettete il burro, dopo averlo fatto ammorbidire a dovere, in una ciotola, poi aggiungete lo zucchero a velo, la scorza di limone grattugiata e il pizzico di sale.

Amalgamate quindi il composto, utilizzando una spatola, oppure, se ne siete in possesso (come vedete dalle foto), la comodissima planetaria.

Mescolate quindi i due tipi di farina e passateli al setaccio in modo che non si formino grumi.

Aggiungete quindi uovo e farina al composto…

…e continuate a impastare finché tutti gli ingredienti non si sono bene amalgamati. A questo punto, l’impasto sarà finalmente pronto.

Preparate una teglia ricoprendola con un foglio di carta forno, poi inserite parte dell’impasto, aiutandovi con un leccapentole o un cucchiaio, all’interno di un sac a poche (detto anche “sacca da pasticciere”).

Spremete il sacco sulla teglia, creando le forme che preferite. Le “S” sono molto belle, ma potete anche, come vedete dalla foto sottostante, crearne altre.

Mentre fate riscaldare il forno, per portarlo a 180 °C, se volete, inserite la teglia in frigo, in modo da far riposare l’impasto (non è fondamentale, comunque), altrimenti andate avanti a riempire altre teglie. Ve ne usciranno almeno tre, usando le quantità indicate all’inizio.

Mettete quindi la teglia in forno, cuocendo i biscotti per 15 minuti. Al termine della cottura, toglieteli dalla carta forno e metteteli a raffreddare su una gratella o equivalente.

Et voilà, i biscotti sono pronti da mangiare e, come potete facilmente immaginare visti gli ingredienti, sono davvero buoni! :)

Buon appetito! :)

M-Review: Hunger Games

Quando leggo che un film si preannuncia come “l’erede di Twilight” vengo pervaso da una discreta angoscia e comincio a sentire puzza di bruciato. Poi arrivano un paio di trailer e ti rendi conto che forse il film in questione non è poi così male. Hunger Games, primo capitolo di un’ormai sicura trilogia, tratta dai vendutissimi (almeno negli USA) romanzi di Suzanne Collins, è una satira, ambientata in un futuro distopico ma, ahimé, altamente possibile, sulla spettacolarizzazione della vita delle persone attraverso i reality show, amati dal pubblico e usati come metodo di controllo delle masse. La trama può essere riassunta molto semplicemente: nello stato di Panem, situato dove si trovavano una volta gli Stati Uniti, ogni anno vengono tenuti gli Hunger Games, giochi di sopravvivenza ripresi in diretta televisiva a cui partecipano giovani inviati come “tributi” dai singoli distretti in cui lo stato è suddiviso.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4S9a5V9ODuY]

Un po’ The Running Man (alias L’Implacabile), un po’ Battle Royale, un po’ Teseo e il Minotauro, il film, alla fine della fiera, non è poi così male. Merito di un cast di bravi attori, guidati dalla vice-ScarJo Jennifer Lawrence ( 😀 ), affiancata sia da un paio di baldi giovani come Liam Hemsworth e Josh Hutcherson, che da un gruppo di veterani come Stanley Tucci, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Wes Bentley, oltre a un inaspettato e misurato Lenny Kravitz. Il regista Gary Ross dirige con piglio sicuro, ma perde la trebisonda nelle confuse scene di combattimento (sospetto che la ragione sia quella di far vedere meno sangue possibile, in modo da mantenere il PG-13), rivelandosi inoltre un po’ banale in alcuni frangenti. Mi è piaciuto? Direi di sì, anche se forse si poteva osare di più su certe cose. Il fatto che sia stato scelto Francis Lawrence, a mio parere uno dei registi più interessanti degli ultimi anni dal punto di vista visivo (non per nulla, viene dal mondo dei clip musicali), per dirigere il sequel, Catching Fire, in uscita a fine 2013, mi fa molto ben sperare per il resto della storia.