PS Vita: la nuova console portatile di casa Sony

Non sono mai stato un fan delle console portatili. A parte un GameBoy Color, comprato al duty free in aeroporto dopo un viaggio di lavoro a Londra, messo poi da parte dopo qualche giorno di utilizzo, non ne ho mai posseduta una. Sono invece stato sempre un convinto sostenitore del mobile gaming, anche quando iOS non esisteva ancora, ma c’erano solo telefonini Java. Non saprei dirvi perché non ho mai provato attrazione per questi piccoli device e non posso nemmeno dare la colpa alla mancanza del touch, perché ho cominciato a giocare su cellulare quando iPhone era soltanto un progetto a Cupertino. Potrei dire che, forse, è perché i titoli disponibili su queste console non propongono quel tipo di divertimento “mordi e fuggi” da sessioni di gioco brevi, da 5/10 minuti, tipico di buona parte dei giochi per cellulare/smartphone, che io invece cerco in mobilità.

Da membro della game industry, però, essere aggiornato su tutte le novità è d’obbligo. Inutile dire che quando Vodafone mi ha proposto di partecipare a una loro iniziativa dedicata a PS Vita, il portatile di casa Sony, pur non stravedendo per la console (nonostante sia un felice possessore di PlayStation 3), ho aderito con molto piacere. Sono un convinto sostenitore delle iniziative che riguardano il gaming e ogni volta che ho la possibilità di promuovere questa passione che mi permette anche di pagare le bollette, non mi faccio pregare. Come molti sapranno, Vodafone è il carrier che gestisce in esclusiva fino all’Autunno la connettività Internet via 3G della console Sony e, per creare un po’ di buzz in rete, ha dato vita a Vodafone Gamer, iniziativa con cui chiede agli utenti di inviare brevi filmati a tema PS Vita, che sarà poi anche il premio che finirà nelle mani dei vincitori. Io sono stato protagonista di uno dei filmati girati dalla stessa Vodafone, che trovate sul sito ufficiale oppure qui sotto (potete ridere, non mi offendo, I did it all for the LOLz 😀 ).

Ma torniamo alla console. Dopo averla provata per un po’, visto che ce l’ho tra le mani ormai da una decina di giorni, devo dire che si tratta di una bella macchinetta, tecnicamente molto potente e con notevoli potenzialità, ma che comunque non è esente da difetti, che si fanno sentire molto di più se si è abituati a giocare su iPhone/iPad e non, magari, sulla vecchia PSP. Certo, lo schermo OLED da 5”, con la sua bella risoluzione di 960×544, è uno spettacolo da vedere: è ampio, luminoso e pure touch, ma quando si tratta di giocare, il controllo tattile è la cosa meno indicata. Si naviga bene nella dashboard, nelle app social come Foursquare, Facebook, Twitter e Flickr, tutte downloadabili dal PlayStation Store, nelle varie utility interne, ma in tutti i giochi che ho provato è decisamente inutile. I due analogici, il D-Pad, i quattro classici pulsanti di casa Sony e i due dorsali sono quasi sempre la soluzione migliore, per il momento.

FIFA Football, per fare un esempio, è uno dei giochi che permette di utilizzare entrambi i sistemi di controllo, ma dopo qualche secondo di passaggi “tappando” sullo schermo, si torna immediatamente al sistema tradizionale, molto più preciso ed efficace. Lo stesso FIFA, però, è l’unico gioco tra quelli provati in cui l’altro touchscreen, quello posteriore, ha un senso. L’ingegnosa idea dei ragazzi di EA è stata quella di usarlo come rappresentazione “fisica” della porta: una volta sulla tre quarti, tappate nel punto del touchscreen verso cui volete direzionale il pallone, regolate traiettoria e potenza, poi tirate. Ci vorrà qualche tentativo per prendere la mano, ma trovata la quadra noterete che la cosa ha un suo senso.

Ma FIFA non è l’unico tra i titoli di lancio che ho potuto provare, perché anzi, a essere sinceri, tra demo e versioni complete, ne ho testati almeno una decina. Vi condenserò quindi le mie impressioni in al massimo un paio di righe per gioco:

  • Wipeout 2048: La grafica c’è, il gioco un po’ meno. Ha parecchi problemi sia nel controllo tramite accelerometro (ci può stare, ma vabbé) che in quello via analogico (e qui non ci sta molto).
  • Uncharted: Golden Abyss: Anche qui tecnicamente ci siamo, nonostante si siano scordati l’antialiasing. Però il gioco è noioso come la morte.
  • Motorstorm RC: Era la mia killer app (ma se uso il passato, un motivo c’è). Il primo impatto è molto deludente, a causa delle discutibili scelte di design. Poi dopo qualche partita comincia a coinvolgere, ma poteva essere molto meglio.
  • F1 2011: Non è che Codemasters si sia sprecata molto con questa conversione, che lascia a desiderare anche dal punto di vista tecnico.
  • Asphalt Injection: Perché dover spendere 30 € per un gioco praticamente identico alla controparte iPad, dove costa 0,79 €?
  • Ridge Racer: Il gioco è divertente e la grafica non è male. Peccato che però il frame rate spesso e volentieri traballi.
  • Table Football/Cliff Diving: I due tech demo che sfruttano le capacità di augmented reality della console. Belle da vedere, ma tutto finisce lì.
  • FIFA Football: Come avrete capito, è il miglior gioco tra quelli disponibili finora. Triste da dire, ma è così.
  • Reality Fighters: L’idea di mappare la propria fotografia (da scattare tramite fotocamera frontale o posteriore) sul lottatore ed “entrare” nel gioco è molto simpatica e pure l’uso della augmented reality. Ma è l’unica cosa che merita di essere segnalata di questo disastro.
  • Hustle Kings/Top Darts: Biliardo e freccette, disponibili solo via PS Store. Sono anche carini, ma quanti sperano di venderne?

Avessi un fisico così... è proprio un videogioco...

Il quadro iniziale, quindi, non è proprio dei più esaltanti, ma come già detto ci sono ampie possibilità di miglioramento. Ma d’altronde quale console, al lancio, è riuscita a convincere chiunque? Direi proprio nessuna. Aggiungiamoci il fatto che per far partire i giochi è necessario possedere una memory card, ovviamente proprietaria (capienza minima 4 Gb) non inclusa nella confezione, che vi alleggerirà di ulteriori 20 € o più, a seconda del taglio. Inutile dire che se pensate di scaricare roba dal PS Store, anche 16 Gb rischieranno di esservi un po’ stretti, visto che la dimensione di software e demo è decisamente pesante (la demo di FIFA, per intenderci, è 1,5 Gb. Alla faccia!). Anche PS Vita in sè è piuttosto pesante, oltre che non proprio ergonomica e di dimensioni mastodontiche. Dopo 10/15 minuti di gioco sarete costretti a riporla nel borsello per riposarvi un po’, visto che vi faranno male le mani (va detto che questa cosa con iPad non succede, alla faccia di chi dice che è soltanto una cornice Kodak ultracostosa 😀 ). E’ davvero troppo grande e non è facile trovare un modo di impugnarla che permetta di ridurre il problema di cui sopra. La batteria, poi, come previsto, non dura più di tre ore, ma questo è uno dei problemi tipici dei device odierni, a meno che non siano tablet.

Come già detto prima, PS Vita è una macchina davvero pregevole dal punto di vista tecnico, ma le sue potenzialità sono state sfruttate soltanto in minima parte. Nonostante sia stato abbastanza caustico in questo post, confido che nei mesi a venire ci saranno notevoli miglioramenti, soprattutto a livello di titoli disponibili. Diamo il tempo agli sviluppatori di prendere la mano, non tanto a livello di prestazioni, quanto di possibilità offerte dalla console (metodi di controllo alternativi e augmented reality in primis). Quasi sicuramente, Sony abbasserà il prezzo, al momento di 249 € per la versione Wi-Fi e di 299 € per quella Wi-Fi+3G, prima di fine anno. Se non vi accontentate di uno smartphone e vi interessano un certo tipo di giochi, a quel punto Vita sarà la console portatile da comprare. PS Vita resta un prodotto da hardcore gamer, da appassionati, che non avrà mai l’appeal sufficiente per attirare i casual gamer, per cui esistono ormai altre piattaforme molto più rodate. Ah, sono pure convinto, poi, che questa sia l’ultima console portatile che uscirà dalle fabbriche di Sony. Anche loro, prima o poi, capiranno che un ibrido smartphone/console è la strada da seguire. Questo è il mio pensiero. :)

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