V-Review: Saints Row: The Third

La serie Saints Row è stata, fin dalla metà degli anni 2000, soprattutto sulle console di Sony e Microsoft, l’unico rivale contro cui Grand Theft Auto si è trovato a combattere. I titoli targati THQ\Volition si sono sempre contraddistinti per uno stile tremendamente sopra le righe, molto più scanzonato e fuori di testa di quanto visto a casa Rockstar. E Saints Row: The Third, ultimo gioco della saga a uscire su console e PC, prosegue nella tradizione. La storia riprende proprio da dove era stata lasciata al termine del precedente episodio: i Saints sono diventati un impero dei media, seguiti da un numero incredibile di fan, con un vero e proprio merchandising e un film sulle loro avventure in rampa di lancio. Peccato che, quando tutto sembrava andare per il verso giusto, accada un imprevisto di cui avrebbero fatto davvero volentieri a meno. Ma non vado oltre, perché ciò che succederà lo potrete scoprire cominciando a giocare.

Se c’è una cosa che proprio non mi è andata giù del titolo THQ (giocato su PlayStation 3), quella è la grafica. Sviluppato usando l’engine nativo di casa Volition, il Geo-Mod, che il developer americano utilizza ormai da quasi un decennio, sia sull’altra sua popolare serie, Red Faction, che qui, Saints Row: The Third presenta una grafica che è piuttosto distante dalle cose migliori viste negli ultimi mesi sulla console Sony. Ma non è un problema, perché probabilmente è uno degli elementi a cui farete meno attenzione giocando. Come accennato inizialmente, il gioco si presenta decisamente sopra le righe, che si riflette anche sul gameplay: verrete infatti catapultati da subito in mezzo all’azione, incredibilmente frenetica e con risvolti da adrenalico film action hollywoodiano in stile Michael Bay. Uno dei più evidenti miglioramenti rispetto al capitolo precedente è il modo in cui gli sviluppatori hanno deciso di strutturare le missioni. Spesso e volentieri ci sono infatti più modi per finire una missione e questo influirà su quanto accadrà successivamente nel gioco. Una struttura aperta che aumenta la longevità generale e non lascia affatto delusi.

La personalizzazione dei personaggi, che possono essere uploadati (e conseguentemente downloadati) online, è un altro degli aspetti che meritano di essere sottolineati. In questo modo, è il giocatore a scegliere veramente i protagonisti dell’avventura, sia creandoli attraverso l’editor presente in gioco che scaricandoli dalla community online, in caso le creazioni altrui siano più soddisfacenti e riuscite delle nostre. La possibilità di giocare in co-op con un amico, già presente nel precedente episodio, di personalizzare in modo abbastanza pesante anche alcuni ambienti di gioco e la notevole colonna sonora (con pezzi di Kanye West, Deftones, Marilyn Manson, Benny Benassi e moltissimi altri) sono alcuni dei vari aspetti positivi di questo terzo Saints Row. Come già detto prima, purtroppo, la grafica non è granché e va segnalato che anche il sistema di controllo, in alcuni casi, fortunatamente rari, fa perdere un po’ la pazienza.

Complessivamente, come avrete sicuramente intuito, Saints Row: The Third, è un gioco che non lascia assolutamente insoddisfatti, ma che garantisce parecchie ore di divertimento, grazie anche ai due finali alternativi, alle missioni open-ended e, se avete voglia di spendere qualche Euro in più, ai DLC contenenti nuove missioni che THQ sta mettendo online mese dopo mese. Va poi detto che, se vi autenticherete con l’Online Pass per giocare in co-op prima del 13 febbraio 2012, solo ed esclusivamente su PlayStation 3, riceverete in regalo la versione digitale di Saints Row 2, che potrete scaricare, appena si renderà possibile, dal PSN. Se vi piace il genere e doveste optare per l’acquisto del gioco, non mi rimane altro che augurare un bel buon divertimento. :)

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