Mini Mu-Review: Nickelback/Daughtry/Rihanna/Laura Pausini

Nickelback - Here and Now

Nickelback Here and Now: A tre anni dal grande successo di Dark Horse la band di Vancouver torna con un nuovo album, nuovamente auto-prodotto, che però non riesce a essere brillante quanto il predecessore (che però aveva dalla sua la produzione di “Mutt” Lange, mica cotica). Il primo singolo, When We Stand Together, è paraculissimo ma è una hit sicura, dei pezzi più rockeggianti solo This Means War riesce a salvarsi tra la mediocrità generale, mentre le ballad (in primis Lullaby, con la sua intro U2-style e Trying Not to Love You) e i pezzi mid-tempo che compongono la seconda metà dell’album, sono un po’ meglio. Il disco si lascia ascoltare piacevolmente, ma nulla di più. Voto: 6,5.

Daughtry - Break the Spell

Daughtry – Break the Spell: Per chi non lo sapesse, Chris Daughtry è la dimostrazione che non sia necessario vincere un talent show per avere poi un grande successo. Classificatosi quarto nella quinta edizione di American Idol, il buon Chris, con la sua band, ha già venduto diversi milioni di dischi, mentre chi lo aveva preceduto nella competizione si dedica ormai ad altro a causa delle scarse vendite discografiche. Purtroppo, però, il terzo album dei Daughtry non riesce assolutamente a convincere quanto il buon album d’esordio, uscito nel 2007, e l’ancora migliore Leave This Town, risalente al 2009. A parte le prime due tracce, il buzz single Renegade e il vero primo singolo, Crawling Back to You, il resto è tutto blandamente generico. Qualche pezzo ha un po’ più di forza rispetto agli altri (We’re Not Gonna Fall, Crazy, Gone Too Soon), ma dopo vari ascolti poco o nulla resta in testa. Drown in You, il pezzo scritto per la colonna sonora di Batman: Arkham City, avrebbe dovuto essere incluso qua dentro: l’album avrebbe senz’altro guadagnato. Voto: 5,5.

Rihanna - Talk That Talk

RihannaTalk That Talk: Sfornare un album all’anno e mantenere una certa qualità, nonostante la pletora di autori e produttori che lavorano per te, è davvero difficile. Giunta al suo sesto lavoro, due anni dopo Rated R, uno degli album pop più sottovalutati della storia, Rihanna non riesce a risalire dalla mediocrità in cui era caduta con Loud (che comunque qualche pezzo degno di nota lo aveva) e sforna questo Talk That Talk, in cui la desolazione la fa da padrona. Certo, We Found Love sta furoreggiando in radio, ma come detto qualche settimana fa personalmente lo trovo tremendo. Non è comunque che il resto del CD brilli di luce propria: solo la title-track, assieme a Jay-Z, Cockiness (prodotta da Bangladesh), Drunk On Love (produzione Stargate) e la ballad Farewell, inaspettatamente prodotta da Alex Da Kid (Love the Way You Lie, Coming Home), nonostante paia un lavoro di Ryan Tedder, sono gli unici brani che riescono a spiccare nella mediocrità generale. Il tentativo di campionare Wherever I May Roam dei Metallica in Red Lipstick, co-prodotta dai re della dub Chase & Status, è ancora più ridicolo. Voto: 4.

Laura Pausini - Inedito

Laura PausiniInedito: Il patriottismo è una bella cosa, se poi l’artista italiana che vende di più al mondo è pure una tua corregionale, l’orgoglio è ancora maggiore. Peccato che l’album dell’artista di Solarolo, tornata sulle scene dopo tre anni di inattività, sia davvero inascoltabile. Se i singoli (e non solo) dei precedenti lavori erano comunque pezzi piacevoli, ben prodotti e con un certo stile, qui invece ci troviamo davvero di fronte a un disastro totale. Si salva soltanto il duetto con Gianna Nannini nella title-track, mentre pure il pezzo con Fossati (non nuovo a incursioni nel pop, va ricordato che ha scritto Indietro per Tiziano Ferro), intitolato Troppo Tempo, è davvero disastroso. Ovviamente le vendite di Inedito saranno altissime, ma viene spontaneo chiedersi: perché? Tiziano salvaci tu. Voto: 3.

One comment

  1. Mas says:

    Here and Now è un buon disco, ma al momento i lavori migliori dei Nickelback rimangono Dark Horse e All the Right Reasons. Chad Kroeger è un fuoriclasse, chissà che in futuro riesca a superarsi di nuovo.

    Break the Spell dei Daughtry invece è un passo falso. Si salvano i 2 o 3 pezzi che hai citato. Leave This Town del 2009 mi piacque tanto…peccato. Bella la colonna sonora di Batman, non la conoscevo, ricami Zeppeliniani…

    Rihanna, per quanto mi riguarda, ha toccato l’apice con Rated R, e condivido più o meno quello che hai scritto. E per favore, basta sfornare un album all’anno!

    Laura Pausini, una o due canzoni buone, tutto il resto è noia.

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