Venezia a Milano: Killer Joe

Il buon William Friedkin è un regista che ha saputo alternare grandi capolavori (Il Braccio Violento della Legge e Vivere e Morire a Los Angeles in primis, ma non solo) a una marea di film assolutamente terribili, soprattutto negli ultimi 25 anni.

Dopo aver azzeccato il valido Bug, paranoico film del 2006 con Ashley Judd e Michael Shannon, dalla struttura particolarmente teatrale, il regista americano ha deciso di trasporre un’opera da palcoscenico sul grande schermo.

Si tratta di Killer Joe, tratto dall’omonima piéce di Tracy Letts, la cui trama è facilmente riassumibile: è la storia di un giovane che, dopo aver contratto un debito che non riesce a pagare, cerca di coinvolgere il resto della propria famiglia a uccidere la madre per incassare la sua assicurazione sulla vita. Ovviamente, nulla andrà come previsto e i protagonisti si ritroveranno a scontrarsi l’uno con l’altro, dando vita a un finale a dir poco pirotecnico.

Non è tanto la figura del protagonista, interpretata da Emile Hirsch (Speed Racer, La Ragazza della Porta Accanto), a essere interessante, ma quella del personaggio che dà anche il titolo al film, interpretato da un Matthew McConaughey in stato di grazia: un detective che, nel tempo libero, si trasforma in un sanguinario e violento sicario a pagamento.

Attorno ai due protagonisti si muovono un ottimo Thomas Haden Church (Sideways, Spider-Man 3), una discreta Gina Gershon e la sempre più affermata Juno Temple (Kaboom, I Tre Moschettieri 3D, Anno Uno), il cui personaggio, quello della strana sorella del protagonista, racchiude un devastante mix di innocenza, tenerezza e incredibile sensualità (va detto che la giovane Temple, 23 anni, compare completamente nuda in diverse scene).

Friedkin dirige con mano ferma e sicura, non ci si annoia, si ride sarcasticamente spesso e volentieri e si rimane quasi “scioccati” all’inevitabile rivelazione finale, che non porta il film alla chiusura, ma ci lascia immaginare cosa potrebbe succedere in seguito ai personaggi.

Per me, promosso a pieni voti.

P.S.: Facendo una veloce ricerca su Google, scopro che la piéce è stata portata a teatro in Italia una manciata di anni fa con Francesco Montanari, il Libanese della serie TV tratta da Romanzo Criminale, nei panni di Killer Joe.

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