Oggi Cucino Io! #3: Maccheroni al Ferro con Asparagi e Guanciale

A quanto pare, ci ho preso gusto. :) Oggi vi propongo un primo molto veloce e semplice, ma alquanto gustoso: si tratta dei Maccheroni al Ferro con Asparagi e Guanciale. Ma cosa sono i Maccheroni al Ferro? Beh, guardatevi questo video e lo capirete (era una prova, una ripresa in presa diretta da iPhone messo a bordo tagliere, non aveva pretese di qualità :) ).

Si tratta di una pasta fresca, non proprio facilissima da fare, ma che porta però molte soddisfazioni una volta giunta nel piatto, pronta da mangiare. Per questa ricetta vi servono (le dosi sono per tre persone):

  • 350 g di maccheroni al ferro
  • 4 fette di guanciale tagliato abbastanza spesso
  • 7/8 asparagi già scottati
  • Cipollino, olio, vino bianco e sale

Si comincia con il taglio delle fette di guanciale. Se ne avete uno intero in casa (qui si usa avere i salumi interi, sono anni che non si compra nulla al supermercato), ottenete le quattro fette, che dovrete poi tagliare a striscioline sottili.

Mettetele quindi in padella e tenete il fuoco acceso, sfumando con un po’ di vino bianco, finché le strisce non sono diventate croccanti. Il grasso dovrà diventare trasparente, mentre la parte rossa dovrà imbrunire.

Prendete gli asparagi (che avrete già fatto scottare in precedenza), separate le punte ed effettuate un taglio a becco di flauto. Io preferisco tagliarli sottili, in modo che si attacchino maggiormente alla pasta, ma non c’è nessun problema se vorrete tagliarli più spessi.

Tritate un po’ di cipollotto, fate scaldare un’altra padella (non deve essere la stessa del guanciale) con un po’ d’acqua o di brodo vegetale, quindi una volta scaldata, buttate il cipollotto e, in seguito, gli asparagi. Salate quanto basta, fateli saltare un po’, ma non cuoceteli molto, per 2/3 minuti al massimo, visto che sono già stati scottati.

Buttate quindi la pasta e fatela cuocere.

Nel frattempo, poco prima di scolarla, accendete nuovamente il fuoco (basso) sotto la padella con gli asparagi. Scolate la pasta, mettetela in questa padella e cominciate a saltarla. Poi aggiungete il guanciale e continuate a saltarla, condendola con olio extravergine.

A questo punto, servite e mangiate. Il pranzo è servito! :)

Oggi, crepi l’avarizia, vi consiglio pure un vino da accompagnare a questo primo piatto. La mia scelta è ricaduta su una Bonarda dell’Oltrepò Pavese. Certo, è un vino rosso, ma essendo frizzante e leggero si adatta perfettamente anche ai primi piatti. Provare per credere! :)

Buon appetito! :)

Trailer: The Dark Knight Rises (sì, di nuovo)

L’Estate 2012 si preannuncia ricca di film entusiasmanti. Dopo essere stati convinti da The Avengers, ci attendono mesi in cui rischieremo piuttosto raramente di essere delusi. Certo, per Prometheus ci toccherà aspettare l’inverosimile (mando una quantità variabile di accidenti ogni giorno alla sede italiana di 20th Century Fox per questi tre mesi di ritardo), ma per gli altri si passa dall’uscita in contemporanea mondiale a qualche settimana di differenza. Il 29 Agosto è la data d’uscita italiana di The Dark Knight Rises, 40 giorni circa dopo quella USA. Il secondo episodio della trilogia diretta da Christopher Nolan era uscito da noi in piena estate, ma per non si sa quale motivo Warner ha deciso che per questo film di chiusura era il caso di attendere il ritorno dalle ferie di quei pochi italiani che quest’anno ci andranno (sob).

Questo terzo trailer, col suo crescendo operaico quasi solenne, si contrappone alle due ore di pura azione che ci siamo goduti guardando The Avengers. Inutile dire che l’hype sale alle stelle, visto che la recitazione sembra ai massimi livelli, la regia di Nolan, con i suoi dolly ariosi e le sequenze stradali girate con la solita perizia, pare ancora di altissima qualità e anche trama e sceneggiatura non sembrano da meno. Personalmente, nonostante gran parte della rete sembri pensare il contrario, sono convinto che Anne Hathaway possa essere una buona Selina Kyle/Catwoman, come resto convinto che le sequenze che vediamo nel trailer non rivelino tutto quel che c’è da rivelare sul suo personaggio. Chiudo dicendo che non vedo l’ora che esca e che spero in qualche anteprima estiva per non dover aspettare il 29 Agosto per sedermi al cinema e godermelo. :)

Replay: Back from the Past #6: Colorous: A Color Odyssey/Colorous: A Bigger Color Odyssey

Come passa in fretta il tempo! Sono passati quasi quattro anni dalla nascita dell’AppStore e all’incirca tre anni e mezzo da quando il sottoscritto, ispirato dagli straordinari risultati ottenuti da alcuni titoli iOS decise di buttarsi, assieme a un socio, nel mondo del gamedev. Una cosa non facile di suo, ancora più complicata se si considera che veniva svolta nel tempo libero, visto che il sottoscritto, dal 2008 a metà 2010, ha lavorato come consulente informatico. Prima Pigeon Poo, un piccolo arcade il cui risultato finale non fu certo entusiasmante, ma che ci divertimmo un sacco a realizzare e poi il progetto di cui vado più fiero, che è stato quello che poi mi ha permesso di finire a lavorare nella game industry.

Colorous è stato un progetto difficilissimo, realizzato in parallelo all’inizio per due piattaforme diverse, iPhone/iPod Touch e Facebook/Flash, a cui poi si è aggiunta, nelle fasi finali della lavorazione, anche la versione iPad. Certo, la codebase iOS era comune, ma ci fu la necessità di riprogettare la UI e, soprattutto, quella di trovare un altro gruppo di programmatori che riuscisse a realizzare le modifiche in tempo utile per l’uscita al day one americano del primo iPad. Un progetto avviato nell’Agosto 2009 e terminato tra Febbraio e Marzo del 2010, che però ha visto concentrarsi la maggior parte della lavorazione tra la fine del 2009 e la release effettiva.

Va poi detto che il gioco ha avuto una vita molto travagliata su AppStore. Rilasciato inizialmente a Febbraio 2010, il gioco è stato rimosso nel Luglio successivo, una volta firmato il contratto di publishing con la defunta Forge 11, per poi essere rimesso su a Settembre e rimosso nuovamente nella primavera 2011, dopo l’acquisizione di Forge da parte di Reply e tutta una serie di casini burocratici che lo hanno portato per un po’ fuori da AppStore. Nel frattempo, Forge Reply ha realizzato una versione Symbian (che non sono ancora riuscito a vedere, fate voi) e ormai sono mesi che le trattative tra me e FR vanno avanti per cercare di riportare il gioco dove è giusto che stia. Nel frattempo, io ho rimesso online le prime versioni (e qui lo trovate in versione Flash). Inutile dire che tra i miei obiettivi futuri c’è anche quello di realizzare un sequel o, comunque, una nuova versione priva dei numerosi problemi presenti nell’originale (non si nasce imparati, dovreste saperlo, ma il risultato finale è comunque stato molto apprezzabile). Colorous è uno di quei progetti che definisco “il mio bambino”, per la cura e l’impegno che ci ho messo. Ed è anche uno di quelli che prima o poi farò resuscitare come si deve, parola di lupetto. :)

Come contenuto bonus, vi beccate anche lo spot che io (dietro la videocamera) e il socio (davanti) provammo a girare in una piovosa domenica pomeriggio, mentre stavamo effettuando gli ultimi ritocchi al design. Io dico che come prima regia poteva andar peggio. :)

Oggi Cucino Io! #2: Frollini con Farina Gialla

I tentativi di videoricette, purtroppo, si fermano per un po’. Realizzare un filmato di qualità senza collaborazione altrui è praticamente impossibile: il video delle olive era riuscito perché mio fratello era in casa quel pomeriggio e, quindi, ha collaborato alla realizzazione. Ho provato, da solo, a riprendermi mentre preparavo un certo tipo di frollini, ma non ero assolutamente soddisfatto del risultato. Per non lasciarvi senza ricette, visto che abbiamo appena cominciato e non ho alcuna intenzione, almeno per un po’, di sospendere questa serie di post, ho deciso di proporvi la fotoricetta di un altro tipo di biscotti che ho provato a fare qualche tempo fa. E’ una ricetta piuttosto facile, tanto che mi è riuscita perfettamente pur avendo cominciato da poco a cucinare come si deve.

Per questi Frollini con Farina Gialla, vi servono:

  • 250 g di farina 00
  • 120 g di farina fioretto (gialla fine)
  • 230 g di burro
  • 140 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 1 limone
  • 1 pizzico di sale

Mettete il burro, dopo averlo fatto ammorbidire a dovere, in una ciotola, poi aggiungete lo zucchero a velo, la scorza di limone grattugiata e il pizzico di sale.

Amalgamate quindi il composto, utilizzando una spatola, oppure, se ne siete in possesso (come vedete dalle foto), la comodissima planetaria.

Mescolate quindi i due tipi di farina e passateli al setaccio in modo che non si formino grumi.

Aggiungete quindi uovo e farina al composto…

…e continuate a impastare finché tutti gli ingredienti non si sono bene amalgamati. A questo punto, l’impasto sarà finalmente pronto.

Preparate una teglia ricoprendola con un foglio di carta forno, poi inserite parte dell’impasto, aiutandovi con un leccapentole o un cucchiaio, all’interno di un sac a poche (detto anche “sacca da pasticciere”).

Spremete il sacco sulla teglia, creando le forme che preferite. Le “S” sono molto belle, ma potete anche, come vedete dalla foto sottostante, crearne altre.

Mentre fate riscaldare il forno, per portarlo a 180 °C, se volete, inserite la teglia in frigo, in modo da far riposare l’impasto (non è fondamentale, comunque), altrimenti andate avanti a riempire altre teglie. Ve ne usciranno almeno tre, usando le quantità indicate all’inizio.

Mettete quindi la teglia in forno, cuocendo i biscotti per 15 minuti. Al termine della cottura, toglieteli dalla carta forno e metteteli a raffreddare su una gratella o equivalente.

Et voilà, i biscotti sono pronti da mangiare e, come potete facilmente immaginare visti gli ingredienti, sono davvero buoni! :)

Buon appetito! :)

M-Review: Hunger Games

Quando leggo che un film si preannuncia come “l’erede di Twilight” vengo pervaso da una discreta angoscia e comincio a sentire puzza di bruciato. Poi arrivano un paio di trailer e ti rendi conto che forse il film in questione non è poi così male. Hunger Games, primo capitolo di un’ormai sicura trilogia, tratta dai vendutissimi (almeno negli USA) romanzi di Suzanne Collins, è una satira, ambientata in un futuro distopico ma, ahimé, altamente possibile, sulla spettacolarizzazione della vita delle persone attraverso i reality show, amati dal pubblico e usati come metodo di controllo delle masse. La trama può essere riassunta molto semplicemente: nello stato di Panem, situato dove si trovavano una volta gli Stati Uniti, ogni anno vengono tenuti gli Hunger Games, giochi di sopravvivenza ripresi in diretta televisiva a cui partecipano giovani inviati come “tributi” dai singoli distretti in cui lo stato è suddiviso.

Un po’ The Running Man (alias L’Implacabile), un po’ Battle Royale, un po’ Teseo e il Minotauro, il film, alla fine della fiera, non è poi così male. Merito di un cast di bravi attori, guidati dalla vice-ScarJo Jennifer Lawrence ( :D ), affiancata sia da un paio di baldi giovani come Liam Hemsworth e Josh Hutcherson, che da un gruppo di veterani come Stanley Tucci, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Wes Bentley, oltre a un inaspettato e misurato Lenny Kravitz. Il regista Gary Ross dirige con piglio sicuro, ma perde la trebisonda nelle confuse scene di combattimento (sospetto che la ragione sia quella di far vedere meno sangue possibile, in modo da mantenere il PG-13), rivelandosi inoltre un po’ banale in alcuni frangenti. Mi è piaciuto? Direi di sì, anche se forse si poteva osare di più su certe cose. Il fatto che sia stato scelto Francis Lawrence, a mio parere uno dei registi più interessanti degli ultimi anni dal punto di vista visivo (non per nulla, viene dal mondo dei clip musicali), per dirigere il sequel, Catching Fire, in uscita a fine 2013, mi fa molto ben sperare per il resto della storia.

Replay: Back from the Past #5: Videointervista a Terry Gilliam su Tideland, Montone (PG), Luglio 2006

Con Replay torniamo, questa volta, all’estate del 2006. Il sottoscritto venne a sapere che Terry Gilliam era ospite all’Umbria Film Festival, piccolo festival cinematografico che si teneva in un paesino delle colline umbre, Montone. Il regista di origine americana si accingeva a presentare in anteprima Tideland, che ai tempi era l’ultimo film su cui aveva lavorato. Complice il fatto che ai tempi collaborassi con una casa editrice che pubblicava una rivista di cinema, un paio di telefonate e mi feci accreditare per partecipare all’anteprima e intervistare il buon Terry. Una volta organizzata tutta la parte “di lavoro”, decido di chiamare un paio d’amici, grandissimi fan dell’ex-Monty Python, per farmi accompagnare all’evento e dare anche a loro la possibilità di incontrare questo mito del grande schermo. Arrivati a Montone ci troviamo a cenare spalla a spalla con Gilliam e quello che ne segue sono quindici minuti di intervista, prima della proiezione del film, in cui il regista risponde alle domande del sottoscritto (un po’ agitato perché non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a un simile mito). Questa intervista è una delle cose della mia vita professionale di cui vado più orgoglioso, e non è difficile capire perché. Guardatevela. :)

Da questa intervista nacque poi un bellissimo speciale su cinque pagine, pubblicato da Hot Dog (era questa la rivista di cui parlavo prima), che riassume l’illuminante conversazione avuta col buon Terry in Umbria. Sappiate che lui è un grande, punto. :)

Oggi Cucino Io! #1: Olive all’Ascolana (con un tocco di Piemonte) (Videoricetta)

Avere una famiglia in cui ci sono un cuoco di professione (fratello) e una grande appassionata di cucina (mamma), che non lo ha mai fatto come mestiere, anche se avrebbe sempre voluto, porta a notevoli complessi di inferiorità quando si tratta di mettersi ai fornelli. Anzi, va detto che fino a una manciata di mesi fa, il sottoscritto si metteva a cucinare soltanto in caso di necessità, con cose piuttosto semplici (ma va detto, mai comunque disastrose). Poi, un weekend di neve di inizio Febbraio, vedo mia madre che sta preparando dei cappelletti e, per noia, le chiedo se posso darle una mano. E così scopro che fare pasta fresca, biscotti, torte e cucinare in generale mi piace e mi rilassa tremendamente. Attività perfetta da fare nel weekend. E da quel momento chiedo a mia madre di insegnarmi, durante ogni fine settimana o giornata di ferie passata a casa, una nuova ricetta o una nuova preparazione. Durante questo ultimo ponte lungo ho voluto dedicarmi a una ricetta dalla preparazione piuttosto lunga, quella delle olive all’ascolana (con una piccola variante del luogo in cui sono nato :) ). Siccome sono un tremendo narcisista (eh sì, tocca ammetterlo) ho voluto realizzare la prima di, spero, una lunga serie di videoricette che faranno la loro comparsa su questo blog.

Le olive erano una delle ricette preparate durante una “serata fritto”, in cui ci siamo mangiati pure mozzarella in carrozza, crocchette di patate e funghi e melanzane (sia ripiene di mozzarella e pomodoro che non) fritte. Abbiamo chiuso bevendo Viakal, più o meno, però ogni tanto una mangiata del genere va fatta. Si vive una volta sola, no? Per quanto riguarda la videoricetta, l’idea iniziale era quella di fare la voce fuori campo che raccontasse la preparazione, ma la mancanza di un’attrezzatura adeguata in casa, mi ha portato a scegliere per i sottotitoli (un po’ generici lo so, sono ampiamente migliorabili). Anche le riprese, spesso e volentieri non sono state pianificate e ho dovuto sistemare un po’ di cose in montaggio per ottenere un risultato decente. Ma sono convinto che le prossime, anche per via di qualche accorgimento in più che voglio adottare, miglioreranno. :)

Nel frattempo, godetevi queste olive all’ascolana e magari provate a prepararle anche voi. Buon appetito! :)

M-Review: The Avengers

Io odio Joss Whedon. Se fossi stato un dirigente televisivo, probabilmente non avrei trasmesso nessuna delle sue serie TV. Lo ammetto, non c’è niente di razionale in questa mia opinione, è una cosa viscerale, a cui non so dare spiegazioni. Non posso fornire giudizi sul suo operato da sceneggiatore fumettistico, visto che non leggo fumetti, ma non ho assolutamente una buona considerazione del Whedon sceneggiatore cinematografico. Devo però dargli atto, nonostante l’odio, che Serenity, spin-off per il grande schermo di una delle sue serie, Firefly, era un film di fantascienza davvero ben fatto, che avrebbe meritato molto più successo di quanto ha effettivamente avuto. Inutile dire che quando ho saputo che sarebbe stato lui a dirigere e scrivere The Avengers, un brivido di terrore ha percorso la mia spina dorsale, pur avendo gradito la sua precedente prova dietro la macchina da presa.

Due anni dopo, devo dire che il risultato è andato oltre le mie aspettative. Già i trailer mostravano che c’era del potenziale e la visione del film ha confermato le mie sensazioni. The Avengers è la giusta conclusione al percorso intrapreso dai Marvel Studios a partire dal primo Iron Man, soddisfacente sia per chi si è visto tutti i cine-comic degli ultimi anni che per chi è semplicemente alla ricerca di una serata all’insegna del divertimento. Robert Downey, Jr., Chris Hemsworth e Samuel L. Jackson non fanno altro che ripetere la loro prestazione dei film precedenti, con un Tony Stark in formissima a cui Whedon ha assegnato le battute migliori (non ce n’è una fuori posto, sappiatelo), gli altri membri del cast riescono a risultare più convincenti che in passato: Chris Evans pare molto più in parte rispetto a un annetto fa, mentre Scarlett Johansson oltre a suscitare pensieri indicibili, vestita con quella tutina aderente, è decisamente più efficace di quanto non fosse in Iron Man 2. Anche Jeremy Renner, attore che solitamente trovo piuttosto anonimo, riesce a conferire al suo Hawkeye un carattere decisamente inatteso.

La vera sorpresa, però, è Hulk. Al terzo re-casting dopo le discutibili prove di Eric Bana (dite quel che volete, ma per me il film di Ang Lee è uno dei migliori prodotti di sempre tratti da un fumetto) ed Edward Norton, questa volta la scelta dell’attore è stata praticamente perfetta. Il Bruce Banner di Mark Ruffalo è un genio timido, riservato e tormentato, che sembra quasi scritto apposta per l’attore americano. L’Hulk che ne viene fuori, sia per merito degli effetti speciali che della sceneggiatura, è una creatura molto più reale del solito e, soprattutto, è la figura che i fan del personaggio hanno sempre voluto vedere sul grande schermo, oltre a essere protagonista di un paio di momenti davvero esilaranti. Tom Hiddleston è sempre alquanto bravo nei panni di Loki, ma rispetto alla sua precedente apparizione, molto shakespeariana, nel Thor di Branagh, questa volta è diventato un villain quasi cartoonesco, scelta che pare piuttosto avventata inizialmente, ma che nell’economia della pellicola si rivela tremendamente azzeccata.

Il film è molto divertente, ma ha un calo di ritmo davvero devastante nella parte centrale, da cui potevano essere benissimo tagliati almeno 10/15 minuti. Tutta la parte iniziale funziona bene e la battaglia finale tra buoni e cattivi a New York è una delle cose più epiche che si siano viste sul grande schermo da qualche anno a questa parte. Quello che mi tocca ammettere alla fine è che Joss Whedon, per via del suo “secondo lavoro” come autore di fumetti è probabilmente la scelta migliore che Marvel potesse fare per questo film. La sceneggiatura è brillante e ricca di battute memorabili e la regia, che non risulta mai caotica, segue bene storia e personaggi. Se non fosse per la discutibile parte centrale, The Avengers sarebbe il miglior cine-comic mai realizzato. Così risulta soltanto una pellicola molto divertente, che difficilmente deluderà sia gli appassionati di fumetti che gli spettatori più casuali (hai detto cotica). Si merita tutto il successo che sta avendo, c’è poco da dire.

Replay: Back from the Past #4: Intervista a Casper Van Dien su Starship Troopers 3, Luglio 2008

Con Replay oggi torniamo al 2008, a Luglio per l’esattezza. Mi venne chiesto di intervistare, in occasione dell’uscita di Starship Troopers 3, secondo sequel DTV dell’ultrasottovalutato film di Paul Verhoeven di una decina di anni prima, Casper Van Dien, l’attore americano che interpretava il ruolo di Johnny Rico, il protagonista della pellicola.

Non ricordo su quale rivista o sito venne pubblicata la trascrizione di questa intervista telefonica (sul Nokia che avevo al tempo c’era una meravigliosa utility che registrava le telefonate e che mi venne estremamente d’aiuto in questo caso). La chiacchierata tra me e Van Dien è in inglese, sappiatelo. :)

Il primo Replay di Maggio avrà a che fare con un’altra intervista, una videointervista per l’esattezza, a un grandissimo della storia del cinema. Stay tuned. :)

Trailer: Looper

Per fortuna a Hollywood esistono ancora dei registi che si prendono il loro tempo tra un film e l’altro. Prendete Rian Johnson, il cui debutto, il bellissimo Brick, datato 2005, convinse moltissimo la critica e quelle persone che ebbero modo di scoprirlo. Tre anni dopo è arrivato The Brothers Bloom, divertente e spiritoso caper movie con un cast di tutto rispetto, con protagonisti Rachel Weisz, Adrien Brody e Mark Ruffalo. A Settembre di quest’anno, a 4 anni dal film precedente, arriverà l’attesissimo (almeno per me) Looper, pellicola di fantascienza che si basa su una premessa davvero interessante. Un gruppo di sicari viene inviato nel futuro a uccidere, peccato che uno di loro si ritrovi a dover fare fuori una vittima inaspettata: sé stesso.

Joseph-Gordon Levitt (che era il protagonista di Brick) e Bruce Willis interpretano lo stesso personaggio a distanza di 30 anni, e come potrete notare dal trailer, il lavoro fatto per far assomigliare il giovane attore americano al suo collega più anziano è davvero notevole. La storia pare davvero eccellente e il film, che vede nel cast anche Emily Blunt, Piper Perabo, Paul Dano e Jeff Daniels, promette davvero bene. Mi sento di dar fiducia a Johnson nonostante ci siano dei viaggi nel tempo di mezzo e chi scrive, anche solo per hobby, sa perfettamente quanto sia difficile essere coerenti quando ci sono di mezzo i paradossi temporali. Come già detto, uscita prevista per fine Settembre negli USA e, speriamo, poco dopo anche da noi.

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